2001

Palazzo Anguissola di S. Polo - Piacenza

Indagini stratigrafiche e restauro del soffitto dipinto del salone cinquecentesco.

Il palazzo fu dimora a partire dal cinquecento di una delle più illustri casate cittadine, gli Anguissola di San Polo, ed è al loro mecenatismo che si deve l’episodio decorativo più rilevante oggi conservato nell’edificio: la “Camera di Lucrezia”, uno spazioso ambiente del piano terra con la volta interamente ornata di affreschi e stucchi realizzati nella seconda metà del cinquecento, con la narrazione della vicenda tragica della matrona romana Lucrezia.

I dipinti murali, per la maggior parte eseguiti a “buon fresco”, presentavano in alcune zone un notevole livello di degrado: oltre alla sporcizia accumulatasi nel tempo, che ottundeva gli originari valori cromatici, vi erano tracce di interventi successivi eseguiti “a secco”, rifacimenti di estese porzioni di intonaco con malte cementizie e relative ridipinture, ed una massiccia presenza di alterazioni di origine biologica
Il riquadro centrale col “Suicidio di Lucrezia” presentava il peggior stato conservativo, quasi sicuramente a causa di una pesante infiltrazione d’acqua verificatasi in passato: la pellicola pittorica appariva estremamente lacunosa e per lo più sollevata in forma di piccole scaglie, con un intonachino di supporto altamente decoeso.
Le porzioni d'intonaco in pericolo di caduta sono state fissate con iniezioni di malta idraulica apposita a basso peso specifico. L'intonaco decoeso, localizzato nel riquadro centrale ed in alcune porzioni dei riquadri a parete, è stato riaggregato tramite l'applicazione a spruzzo di silicato d'etile fino al raggiungimento della completa coesione.
Dopo avere eseguito una pulitura a secco per rimuovere la sporcizia incoerente, sono stati asportati meccanicamente i depositi biologici di maggior rilievo presenti sulla pellicola pittorica, quindi si è proceduto con una pulitura a tampone con acqua demineralizzata e tensiattivo biocida.
Negli stucchi dorati e nei bassorilievi, la pulitura è stata eseguita a secco tramite spugne sintetiche, previo fissaggio e consolidamento delle dorature.
Le stuccature più profonde, localizzate principalmente sulle membrature architettoniche, sono state colmate con una maltina a base di grassello di calce, sabbia fine e polvere di marmo.
La reintegrazione pittorica è stata effettuata principalmente con colori ad acquerello.
Nei riquadri a soffitto siamo intervenuti lo stretto necessario a richiudere le piccole crepe e le mancanze puntuali causate dall'aggressione biologica, mentre nel riquadro centrale la ricostruzione delle parti mancanti, è stata eseguita in sottotono, lo stretto indispensabile a ridurre le interferenze visive.

Dettagli
Committente: 
INPDAP
Soprintendenza: 
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia
Regione: 
Emilia-Romagna
Settore: 
Decorazioni architettoniche