Conservazione e restauro del vetro
Il restauro di vetri antichi presenta difficoltà specifiche rispetto all’intervento sugli altri materiali; è particolarmente importante la scelta dei prodotti da utilizzare in ogni fase; al momento della progettazione, un errore di valutazione del tipo di sostanza da utilizzare, della sua concentrazione, o del metodo applicativo possono cambiare notevolmente l'efficacia dell'intervento e la sua stessa riuscita. È necessaria quindi un'attenta progettazione di tutte le fasi dell’intervento conservativo, partendo da una analisi il più approfondita possibile dello stato di conservazione dell’oggetto ed eventualmente del suo contesto di provenienza, utilizzando se possibile analisi specifiche (ad esempio nel caso dei vetri archeologici).
Una ricerca bibliografica attenta e continuamente aggiornata può consentire di individuare i prodotti con le caratteristiche idonee, anche se i tempi effettivi di valutazione dell’efficacia dei prodotti sono spesso molto lunghi e le limitazioni dovute anche alla tossicità e reperibilità di alcuni di essi limitano in parte il loro utilizzo.
Nel restauro del vetro vengono seguiti, come per gli altri materiali, i principi del minimo intervento e della reversibilità. Questi principi restano applicabili solo parzialmente, sia per limiti tecnici, sia perché questo tipo di restauro deve portare ad un risultato finale valido anche dal punto di vista estetico, particolarmente importante vista la trasparenza del vetro; questa esigenza limita molto il numero dei prodotti utilizzabili.
Ferucci S., Conservazione e restauro del vetro, in Franceschi E., Luciano G., Vicini S. (a cura di), in Vetro e Ceramica - Atti della IV Scuola Nazionale di Chimica per i Beni Culturali, 2002
Intervento presentato alla giornata "IV Scuola Nazionale di Chimica per i Beni Culturali, Vetro e ceramica", 10-15 giugno 2002, Altare